Vai al contenuto

Torace e costole MediBilbao Salud

Costocondrite: dolore al petto che nasce dalle costole

Un dolore al petto, puntorio, che aumenta respirando a fondo o premendo sullo sterno, fa subito pensare al cuore. Spesso si tratta invece di costocondrite, un’infiammazione delle cartilagini che uniscono le costole allo sterno. È benigna e guarisce, ma il dolore al petto va sempre preso sul serio finché non si escludono cause più gravi.

Tema
Fisioterapia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna seduta sul divano di casa con una mano appoggiata sulla parte alta del petto
Il dolore della costocondrite aumenta premendo sulla zona e respirando a fondo. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è la costocondrite

Le costole si collegano allo sterno attraverso tratti di cartilagine. Quando queste giunzioni si infiammano si parla di costocondrite. Il risultato è un dolore nella parte anteriore del torace, ai lati dello sterno, che può spaventare perché si trova vicino al cuore.

Di solito sono coinvolte più costole, dalla seconda alla quinta, e più spesso da un lato. La costocondrite è benigna: non danneggia il cuore né i polmoni e tende a guarire da sola, anche se a volte in tempi lunghi.

Sintomi tipici

  • Dolore puntorio o sordo ai lati dello sterno, in un punto preciso.
  • Dolore che aumenta premendo con un dito sulla zona.
  • Peggioramento con respiri profondi, tosse, starnuti o movimenti del busto.
  • Fastidio dormendo sul fianco o a pancia in giù.
  • Assenza di gonfiore visibile nella zona dolente.

Prima di tutto: escludere il cuore

Il dolore al petto ha molte cause possibili, alcune gravi: infarto, angina, embolia polmonare, problemi dell’aorta, pneumotorace. Per questo la costocondrite è una diagnosi che si fa dopo aver escluso queste condizioni, non prima.

La linea guida AHA/ACC del 2021 sul dolore toracico sottolinea che un dolore riproducibile alla pressione rende meno probabile una causa cardiaca, ma non la esclude. Il medico valuta l’età, i fattori di rischio, il tipo di dolore e, quando serve, esegue elettrocardiogramma, esami del sangue o altri accertamenti.

Una dottoressa ascolta un uomo che descrive un fastidio al petto
Il dolore toracico va sempre valutato dal medico. Immagine illustrativa generata con IA.

Costocondrite e sindrome di Tietze

La sindrome di Tietze è una condizione simile ma più rara: anche qui si infiammano le cartilagini costali, ma con un gonfiore visibile e palpabile, di solito su una sola giunzione, spesso alla seconda o terza costola.

Nella costocondrite, invece, il gonfiore manca e il dolore coinvolge in genere più livelli. Entrambe sono benigne e si trattano in modo simile, ma il gonfiore della sindrome di Tietze merita comunque una valutazione per escludere altre cause.

Perché viene

Spesso non si trova una causa precisa. A volte la costocondrite compare dopo una tosse insistente, uno sforzo con le braccia, come sollevare pesi o spostare mobili, un trauma lieve al torace o un’attività sportiva nuova.

Può comparire anche dopo un’infezione respiratoria. Nei casi con febbre, arrossamento o dopo interventi al torace, il medico valuta la possibilità di un’infezione, che richiede cure diverse.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è clinica: si basa sulla storia e sulla visita, durante la quale premere sulle giunzioni tra coste e sterno riproduce esattamente il dolore abituale. Gli esami non mostrano la costocondrite, ma servono a escludere altre cause quando il quadro lo richiede.

La revisione di Stochkendahl e Christensen mostra che il dolore toracico di origine muscoloscheletrica è frequente, e che una visita accurata della parete toracica aiuta a riconoscerlo dopo aver escluso le cause cardiache.

Cosa fare: i rimedi che aiutano

  • Ridurre le attività che aggravano, come sollevare pesi, spingere o fare sport con le braccia, per qualche settimana.
  • Calore locale, con una borsa dell’acqua calda o una fascia termica, per 15–20 minuti.
  • Analgesici o antinfiammatori per periodi brevi, se il medico li ritiene adatti.
  • Respirazione tranquilla, senza bloccare il respiro per paura del dolore.
  • Posizioni comode per dormire, per esempio sulla schiena con un cuscino in più.
Una donna sul divano tiene un impacco caldo appoggiato sul petto
Il calore locale può dare sollievo. Immagine illustrativa generata con IA.

Esercizi e fisioterapia

Quando il dolore acuto si attenua, movimenti dolci del torace e delle spalle aiutano a recuperare la mobilità: aperture delle braccia, rotazioni lente del busto, allungamenti dei pettorali appoggiando l’avambraccio a una porta. Devono tirare, non fare male.

Un fisioterapista può valutare postura, mobilità della colonna dorsale e respirazione, e proporre un programma graduale per tornare alle attività e allo sport senza ricadute.

Quanto dura la costocondrite

Molti episodi migliorano in alcune settimane. In altre persone il dolore va e viene per qualche mese, soprattutto se si riprendono troppo presto gli sforzi con le braccia. Le ricadute sono possibili, ma non indicano un danno.

Se il dolore cambia, peggiora, diventa costante a riposo o compaiono altri sintomi, torna dal medico: non dare per scontato che sia sempre la stessa costocondrite.

Anche la paura del dolore al petto può pesare: molte persone si sentono più tranquille dopo aver ricevuto una spiegazione chiara della diagnosi e dei segnali per cui tornare dal medico.

I punti chiave

  • La costocondrite è un’infiammazione benigna delle cartilagini tra coste e sterno.
  • Il dolore aumenta alla pressione, respirando a fondo e muovendo il torace.
  • La diagnosi si fa solo dopo aver escluso cause cardiache e polmonari.
  • Calore, riduzione degli sforzi e analgesici aiutano.
  • Davanti a un dolore toracico con segnali d’allarme si chiama il 112.

Domande frequenti sulla costocondrite

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Come capire se il dolore al petto è costocondrite o cuore?

Da soli non si può essere sicuri. Un dolore al petto nuovo va sempre valutato da un medico.

La costocondrite è pericolosa?

No, è benigna. È importante però escludere prima altre cause di dolore toracico.

L’ansia può causare costocondrite?

L’ansia non la causa, ma può aumentare la tensione e la percezione del dolore al petto.

Posso fare sport?

Attività leggere sì; sforzi con le braccia e sollevamenti vanno ripresi gradualmente quando il dolore cala.

Serve una radiografia?

Non per la costocondrite in sé; gli esami servono a escludere altre cause quando il medico lo ritiene utile.

Perché fa male quando respiro?

Respirando le costole si muovono e sollecitano le giunzioni infiammate con lo sterno.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Dolore muscoloscheletrico
  2. Stochkendahl MJ, Christensen HW. Chest pain in focal musculoskeletal disorders. Med Clin North Am. 2010
  3. Gulati M, et al. 2021 AHA/ACC/ASE/CHEST/SAEM/SCCT/SCMR Guideline for the evaluation and diagnosis of chest pain. Circulation. 2021

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.