Cosa sono i calcoli tonsillari
Le tonsille palatine, ai lati della gola, hanno una superficie irregolare con piccole cavità, le cripte. In alcune persone queste cripte sono profonde e trattengono materiale che non viene eliminato con la deglutizione. Con il tempo questo materiale, ricco di batteri, si compatta e può calcificarsi, formando i tonsilloliti.
Possono avere dimensioni da pochi millimetri a più di un centimetro. Spesso si vedono come puntini bianchi sulla tonsilla, oppure si scoprono quando escono da soli tossendo o schiarendosi la gola.
Sintomi dei calcoli tonsillari
- Alito cattivo che non migliora con lavarsi i denti.
- Puntini o palline bianche o gialle visibili sulle tonsille.
- Sensazione di qualcosa incastrato in gola.
- Fastidio o lieve dolore a deglutire.
- Sapore sgradevole in bocca.
- Tosse stizzosa o bisogno frequente di schiarirsi la voce.
- Talvolta dolore riferito all’orecchio.
- Molte persone non hanno alcun sintomo e scoprono i calcoli per caso, guardandosi la gola o durante una radiografia dentale.
Perché si formano
- Cripte tonsillari profonde, spesso dopo tonsilliti ripetute.
- Igiene orale insufficiente.
- Gocciolamento di muco dal naso verso la gola.
- Bocca secca e bere poco.
- Fumo.
- Sono più frequenti negli adulti giovani e possono ripresentarsi nel tempo.
Calcoli tonsillari e alito cattivo
I batteri che vivono nei tonsilloliti producono composti dello zolfo, responsabili dell’odore molto sgradevole. Nelle persone con alitosi persistente, i calcoli tonsillari sono una delle cause da cercare dopo aver escluso problemi di denti e gengive, che restano la causa più frequente di alito cattivo. Per questo il primo passo è spesso una visita dal dentista, con pulizia professionale e cura di carie e gengive.
L’alito cattivo può dipendere anche da sinusite, reflusso, bocca secca, alcuni farmaci o, più raramente, da malattie generali. Se l’alitosi persiste nonostante una buona igiene e il trattamento dei calcoli, conviene una valutazione più ampia. Spesso le persone con alitosi sovrastimano l’odore percepito dagli altri: chiedere un parere sincero a una persona di fiducia può aiutare.
Rimedi e prevenzione
- Lavare con cura i denti due volte al giorno e usare filo interdentale.
- Pulire la lingua, soprattutto la parte posteriore, con uno spazzolino o un pulisci-lingua.
- Fare gargarismi con acqua tiepida e sale o con un collutorio senza alcol dopo i pasti.
- Bere a sufficienza durante la giornata.
- Smettere di fumare.
- Curare il naso chiuso e il gocciolamento retronasale.
Come rimuoverli in sicurezza
I calcoli che sporgono spesso escono da soli con i gargarismi o tossendo. Si può provare a farli uscire con una leggera pressione esercitata con un cotton fioc umido sulla tonsilla, davanti a uno specchio e con buona illuminazione, oppure con un irrigatore orale a bassa pressione.
È importante non usare oggetti appuntiti, non scavare nella tonsilla e fermarsi se provoca dolore, sanguinamento o forte riflesso del vomito: si rischiano ferite e infezioni. I calcoli profondi è meglio lasciarli all’otorino.
Anche le dita vanno evitate: oltre a irritare la tonsilla, possono portare batteri in gola. Dopo la rimozione è utile un gargarismo con acqua e sale. Se dopo aver tolto un calcolo resta un piccolo buco nella tonsilla, è normale: è la cripta da cui proveniva, che tende a riempirsi di nuovo se non si curano igiene e gargarismi.
Cosa può fare l’otorinolaringoiatra
Nella visita di otorinolaringoiatria il medico esamina tonsille e gola, rimuove i calcoli in modo sicuro e valuta se ci sono tonsilliti ripetute o altre cause di alitosi. Quando i calcoli si formano di continuo e danno molto fastidio, si può proporre un trattamento delle cripte con laser o radiofrequenza, che le rende meno profonde.
Quando si valuta la tonsillectomia
La tonsillectomia, cioè l’asportazione delle tonsille, risolve definitivamente i calcoli, ma è un intervento con un recupero doloroso negli adulti e un piccolo rischio di sanguinamento. Si valuta solo quando i calcoli e l’alito cattivo sono persistenti e invalidanti nonostante le altre misure, o quando ci sono anche tonsilliti frequenti. La decisione si prende con l’otorino valutando benefici e rischi.
Altre condizioni da distinguere
Non tutte le macchie bianche sulle tonsille sono calcoli. Placche con febbre e mal di gola fanno pensare a una tonsillite; un rivestimento bianco che si stacca può essere un’infezione da funghi; una lesione che non guarisce o una tonsilla molto più grande dell’altra richiedono un controllo specialistico. In caso di dubbio è meglio una visita.
I punti chiave
- I calcoli tonsillari si formano nelle cripte delle tonsille.
- Possono dare alito cattivo e sensazione di corpo estraneo.
- Igiene orale, gargarismi e idratazione aiutano a prevenirli.
- Non scavare nella tonsilla con oggetti appuntiti.
- La tonsillectomia si valuta solo nei casi persistenti e invalidanti.
Domande frequenti sui calcoli tonsillari
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
I calcoli tonsillari sono pericolosi?
No, nella maggior parte dei casi sono benigni. Possono però essere fastidiosi e causare alito cattivo.
I calcoli tonsillari sono contagiosi?
No, non si trasmettono ad altre persone.
Perché i calcoli tonsillari puzzano così tanto?
Contengono batteri che producono composti dello zolfo, responsabili dell’odore.
Posso toglierli da solo?
Quelli superficiali sì, con gargarismi o una lieve pressione. Evita oggetti appuntiti e fermati se fa male o sanguina.
Tornano dopo averli tolti?
Spesso sì, perché le cripte restano. Igiene orale e gargarismi riducono la frequenza.
Togliere le tonsille risolve il problema?
Sì, in modo definitivo, ma si tratta di un intervento che si riserva ai casi più fastidiosi.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Infezioni della gola
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Alito cattivo
- Pruet CW, Duplan DA. Tonsil concretions and tonsilloliths. Otolaryngol Clin North Am. 1987
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

