Che cos’è il bruxismo
Il bruxismo è un’attività ripetuta dei muscoli masticatori che porta a serrare o digrignare i denti, o a tenere la mandibola in tensione. Secondo il consenso internazionale del 2018 non è di per sé una malattia, ma un comportamento che in alcune persone causa conseguenze per denti, muscoli e articolazioni.
Il bruxismo del sonno si presenta durante la notte, spesso con episodi di digrignamento rumoroso. Il bruxismo da veglia consiste più spesso nel serrare i denti o irrigidire la mandibola durante la giornata, per esempio davanti al computer, alla guida o nei momenti di stress.
Sintomi del bruxismo
- Dolore, stanchezza o rigidità della mascella, soprattutto al risveglio.
- Mal di testa alle tempie al mattino.
- Denti consumati, appiattiti, scheggiati o più sensibili al freddo.
- Rumore di digrignamento notato da chi dorme vicino.
- Dolore all’orecchio o davanti all’orecchio senza otite.
- Rigidità del collo e delle spalle.
- Segni sulla lingua o sulla parte interna delle guance.
- Click o difficoltà di apertura della bocca nei casi associati a disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare.
Cause e fattori favorenti
- Stress e ansia, soprattutto nel bruxismo da veglia.
- Disturbi del sonno come apnee notturne e russamento.
- Caffeina, alcol e fumo, in particolare la sera.
- Alcuni farmaci, tra cui certi antidepressivi.
- Reflusso gastroesofageo, associato al bruxismo del sonno.
- Familiarità: spesso ne soffrono più membri della stessa famiglia.
- Nei bambini è frequente e di solito tende a ridursi con la crescita.
Perché trattarlo: le conseguenze
Con il tempo il bruxismo può consumare lo smalto, causare fratture di denti e otturazioni e danneggiare protesi e impianti. Il sovraccarico dei muscoli masticatori può provocare dolore cronico al viso, cefalea tensiva e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare. In alcune persone i masseteri si ingrossano, con un viso più squadrato.
Non tutte le persone che digrignano i denti hanno conseguenze: per questo l’obiettivo del trattamento non è azzerare ogni episodio, ma proteggere i denti, ridurre il dolore e intervenire sui fattori che si possono modificare, come stress, sonno, caffeina e abitudini diurne.
Come si riconosce
La diagnosi si basa sul racconto della persona e del partner, sui sintomi e sulla visita, che valuta l’usura dei denti e la tensione dei muscoli masticatori. Il dentista nota spesso segni caratteristici sulle superfici dei denti. Quando si sospetta un disturbo respiratorio del sonno, la polisonnografia permette di registrare gli episodi di bruxismo e di valutare eventuali apnee.
Il bite notturno
Il bite è una placca in resina, fatta su misura dal dentista, che si porta di notte. Non elimina il bruxismo, ma protegge i denti dall’usura e distribuisce le forze, riducendo in molte persone il dolore al risveglio. I bite morbidi acquistati in farmacia non sono adatti all’uso prolungato. Il bite va controllato periodicamente per verificarne l’usura e l’adattamento.
Abitudini e rimedi quotidiani
- Impara la posizione di riposo: labbra chiuse, denti separati, lingua appoggiata dietro gli incisivi superiori.
- Usa promemoria durante il giorno per controllare se stai serrando i denti.
- Riduci caffè, alcol e fumo, soprattutto nelle ore serali.
- Evita di masticare chewing gum, matite o unghie.
- Applica calore sui muscoli della mascella e massaggiali delicatamente.
- Cura l’igiene del sonno: orari regolari e una routine rilassante prima di dormire.
Stress, sonno e respirazione
Nel bruxismo da veglia la componente emotiva è spesso importante: tecniche di rilassamento, respirazione e, se l’ansia è elevata, un percorso di psicologia possono ridurre la tensione. Quando il bruxismo del sonno si associa a russamento forte, pause del respiro o sonnolenza diurna, è utile una valutazione otorinolaringoiatrica delle vie aeree e del sonno.
Fisioterapia e tossina botulinica
La fisioterapia con esercizi di rilassamento e mobilità della mandibola, terapia manuale ed educazione posturale aiuta chi ha dolore ai muscoli masticatori. Quando il dolore muscolare persiste nonostante bite e misure comportamentali, lo specialista può proporre l’infiltrazione di tossina botulinica nei masseteri e, a volte, nei temporali: riduce la forza della contrazione per alcuni mesi. È un trattamento che va indicato ed eseguito da professionisti esperti, nell’ambito di una valutazione completa in otorinolaringoiatria.
I punti chiave
- Il bruxismo può essere notturno o diurno.
- Dà dolore alla mascella, mal di testa e denti consumati.
- Il bite protegge i denti ma non elimina il bruxismo.
- Stress, sonno e abitudini sono parte del trattamento.
- Nei casi con dolore muscolare persistente si può valutare la tossina botulinica.
Domande frequenti sul bruxismo
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Il bruxismo si può guarire?
Spesso non si elimina del tutto, ma si può controllare bene riducendo i fattori scatenanti e proteggendo i denti.
Come faccio a sapere se digrigno i denti di notte?
I segnali sono dolore alla mascella al risveglio, mal di testa mattutino, denti consumati e il rumore notato dal partner.
Il bruxismo può causare mal d’orecchio?
Sì, la tensione dei muscoli masticatori e dell’articolazione temporo-mandibolare può dare dolore vicino all’orecchio.
Il bite si porta tutte le notti?
In genere sì, secondo le indicazioni del dentista, che ne controllerà l’usura nel tempo.
Il bruxismo nei bambini è preoccupante?
Di solito no e tende a ridursi con la crescita. Va valutato se ci sono dolore, usura importante o russamento con pause del respiro.
Quanto dura l’effetto della tossina botulinica?
In genere alcuni mesi; la durata varia da persona a persona e la decisione di ripeterla si prende con lo specialista.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Digrignamento dei denti
- Lobbezoo F, et al. International consensus on the assessment of bruxism: report of a work in progress. J Oral Rehabil. 2018
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.
